

The Bends is the second studio album by Radiohead. In 1995, two years after an incredible debut in Pablo Honey, Radiohead were under tremendous pressure to deliver. Much to the delight of critics and fans the world over, they did more than deliver-they far exceeded expectations. - Building from the sweeping, three-guitar attack that punctuated the best movements of Pablo Honey, The Bends is grand and forceful; it resonates with anguish and despair. Although the influences-R.E.M., the Pixies, and U2-are still there, this is unmistakenly Radiohead maturing and defining their own sound. Review: Four Stars - Issues with recorded quality. Not a balanced mastering Review: "The Bends" dei Radiohead è un capolavoro che segna il passaggio cruciale di una band da fenomeno underground a icona del rock alternativo. Uscito il 13 marzo 1995, è il secondo album del gruppo inglese e rappresenta un salto emozionale, tecnico e concettuale rispetto al debutto "Pablo Honey". Un sound in espansione: Abbandonando le influenze grunge di "Creep", i Radiohead creano un universo più cupo, denso e atmosferico. Brani come *"High and Dry"* e *"Fake Plastic Trees"* uniscono chitarre acustiche, synth inquietanti e la voce di Thom Yorke che sembra levitare tra le nuvole. Testi introspettivi e poetici. L’album è un viaggio nella disconnessione moderna, l’ansia, e il peso delle relazioni. Ascolta *"The Bends"*, dove Yorke canta: "All the poor and lonely, all the freaks that chase, driven on by desire, these desperate hands". È come se ogni canzone fosse un grido trattenuto. Da *"Just"*, con il suo riff tagliente e il climax isterico, a *"Street Spirit (Fade Out)"*, un lento sussurro che ti avvolge e ti lascia senza fiato. La band suona come se stesse lottando contro sé stessa — e questo è magico. Prodotto da John Leckie (già con Pink Floyd e Muse), l’album ha un suono più maturo, meno “britpop” e più visionario. Il gruppo inizia a esplorare il territorio che poi esploderà in "OK Computer". Se proprio vogliamo trovare qualche difetto Alcuni fan del primo periodo potrebbero trovare l’album meno immediato di "Creep", ma è un disco che si svela con l’ascolto. La produzione, pur eccellente, ha un suono un po’ “raw” che non rende giustizia a tutte le sfumature (ma questo aggiunge fascino). Il finale di *"Bones"* è un po’ confusionario, ma è un dettaglio. 1. *"Planet Telex"* – Un opener ipnotico, con distorsioni e paranoia palpabile. 2. *"Fake Plastic Trees"* – Una ballata fragile, come un sussurro in una foresta di plastica. 3. *"High and Dry"* – Il singolo malinconico che ti resta dentro. 4. *"Street Spirit (Fade Out)"* – La chiusura maestosa, un requiem che ti fa sentire il peso del mondo. 5. *"Just"* – Un pezzo nervoso e perfetto per sentire il cuore pulsare. Nel 2020, Rolling Stone lo ha inserito tra i 500 migliori album di tutti i tempi. È stato un successo commerciale (3x Platino nel Regno Unito), ma soprattutto un trasso fondamentale per band come Muse, Coldplay e Arcade Fire. È il disco dove i Radiohead trovano la loro voce: meno rockettari, più inquietanti. Ogni ascolto ti rivela un nuovo dettaglio: è come un puzzle emotivo. È un ponte tra il grunge e l’era digitale, con un sound che ancora oggi suona fresco. "The Bends" non è solo un album: è un’esperienza. Se ti piacciono artisti come Muse, The National o Smiths, questo è il disco che ti farà capire perché i Radiohead sono considerati i profeti del rock maledetto. Non è facile da digerire al primo colpo, ma è un investimento emotivo che ripaga.









| ASIN | B01F0XLQZE |
| Best Sellers Rank | #694 in Music ( See Top 100 in Music ) #109 in Rock |
| Customer Reviews | 4.7 4.7 out of 5 stars (4,057) |
| Is Discontinued By Manufacturer | No |
| Item Dimensions LxWxH | 31.3 x 31.4 x 0.8 Centimeters |
| Item Weight | 235 g |
| Item model number | 35485546 |
| Language | English |
| Manufacturer | Xl Recordings |
| Number of discs | 1 |
| Original Release Date | 2016 |
| Product Dimensions | 31.29 x 31.39 x 0.79 cm; 235.87 g |
| Studio | Xl Recordings |
T**T
Four Stars
Issues with recorded quality. Not a balanced mastering
Z**0
"The Bends" dei Radiohead è un capolavoro che segna il passaggio cruciale di una band da fenomeno underground a icona del rock alternativo. Uscito il 13 marzo 1995, è il secondo album del gruppo inglese e rappresenta un salto emozionale, tecnico e concettuale rispetto al debutto "Pablo Honey". Un sound in espansione: Abbandonando le influenze grunge di "Creep", i Radiohead creano un universo più cupo, denso e atmosferico. Brani come *"High and Dry"* e *"Fake Plastic Trees"* uniscono chitarre acustiche, synth inquietanti e la voce di Thom Yorke che sembra levitare tra le nuvole. Testi introspettivi e poetici. L’album è un viaggio nella disconnessione moderna, l’ansia, e il peso delle relazioni. Ascolta *"The Bends"*, dove Yorke canta: "All the poor and lonely, all the freaks that chase, driven on by desire, these desperate hands". È come se ogni canzone fosse un grido trattenuto. Da *"Just"*, con il suo riff tagliente e il climax isterico, a *"Street Spirit (Fade Out)"*, un lento sussurro che ti avvolge e ti lascia senza fiato. La band suona come se stesse lottando contro sé stessa — e questo è magico. Prodotto da John Leckie (già con Pink Floyd e Muse), l’album ha un suono più maturo, meno “britpop” e più visionario. Il gruppo inizia a esplorare il territorio che poi esploderà in "OK Computer". Se proprio vogliamo trovare qualche difetto Alcuni fan del primo periodo potrebbero trovare l’album meno immediato di "Creep", ma è un disco che si svela con l’ascolto. La produzione, pur eccellente, ha un suono un po’ “raw” che non rende giustizia a tutte le sfumature (ma questo aggiunge fascino). Il finale di *"Bones"* è un po’ confusionario, ma è un dettaglio. 1. *"Planet Telex"* – Un opener ipnotico, con distorsioni e paranoia palpabile. 2. *"Fake Plastic Trees"* – Una ballata fragile, come un sussurro in una foresta di plastica. 3. *"High and Dry"* – Il singolo malinconico che ti resta dentro. 4. *"Street Spirit (Fade Out)"* – La chiusura maestosa, un requiem che ti fa sentire il peso del mondo. 5. *"Just"* – Un pezzo nervoso e perfetto per sentire il cuore pulsare. Nel 2020, Rolling Stone lo ha inserito tra i 500 migliori album di tutti i tempi. È stato un successo commerciale (3x Platino nel Regno Unito), ma soprattutto un trasso fondamentale per band come Muse, Coldplay e Arcade Fire. È il disco dove i Radiohead trovano la loro voce: meno rockettari, più inquietanti. Ogni ascolto ti rivela un nuovo dettaglio: è come un puzzle emotivo. È un ponte tra il grunge e l’era digitale, con un sound che ancora oggi suona fresco. "The Bends" non è solo un album: è un’esperienza. Se ti piacciono artisti come Muse, The National o Smiths, questo è il disco che ti farà capire perché i Radiohead sono considerati i profeti del rock maledetto. Non è facile da digerire al primo colpo, ma è un investimento emotivo che ripaga.
V**D
Radiohead in its best period.
A**ー
大変良いアルバムです
G**E
One of the best albums ever. But it isnt 180g vinyl, atleast not the copy i got.
T**.
Excellent album de Radiohead
Trustpilot
1 month ago
4 days ago